Intervistato da Vanity Fair, Marco Carta è tornato a parlare del coming out fatto nel 2018 nel salotto di Barbara d’Urso e soprattutto dei suoi progetti di vita assieme al compagno Sirio Campedelli, col quale fa coppia fissa ormai da anni. Carta, che qualche anno fa ha vinto sia Amici che il Festival di Sanremo col brano “La forza mia”, ha spiegato di voler fare le cose per bene, convolando a nozze prima di mettere su famiglia. “Mi piacerebbe molto sposarmi, e di certo lo farò. Prima, però, vorrei si esaurisse l’emergenza sanitaria” ha spiegato l’artista sardo. “Vorrei ricordarmi il giorno delle mie nozze per tutta la vita, festeggiare con gli amici e una serenità che sia vera e totalizzante”.
Verissimo, Marco Carta si sposa: la rivelazione sul compagno e su Sanremo
Dopo il matrimonio, di certo arriverà un figlio. Carta ha fatto sapere che lui e Sirio ne hanno parlato e hanno già in mente di ricorrere all’utero in affitto. Questo anche perché, ha spiegato, alle coppie gay viene impedito di adottare i bambini orfani. “Trovo uno spreco che delle creature così piccole siano lasciate marcire in posti senza amore pur di non affidarle a due padri” ha dichiarato. Inutile dire che le sue parole hanno scatenato un polverone, soprattutto da parte di chi è contrario alla pratica dell’utero in affitto, considerato una forma di sfruttamento femminile. Per ora, Marco Carta ha preferito non rispondere alle critiche, ma non è detto che non lo faccia a breve.