Domenico Merlo non ci sta: nel giorno dell’apertura della camera ardente del figlio Michele (in arte Mike Bird) presso il Pantheon di Bologna, l’uomo ha sottolineato la totale assenza delle autorità. Non solo un’assenza fisica, visto che fuori dalla camera ardente erano presenti solo parenti e amici di Michele Merlo, ma anche emotiva, visto che nessuno ha dedicato un pensiero al ragazzo.
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Nessuna autorità ha mandato le condoglianze alla famiglia di Michele Merlo
Una doppia assenza, dunque, che ha ferito lui e la sua famiglia, costituendo un’altra ferita che si è aggiunta al dolore infinito della morte prematura del figlio, che forse – a stabilirlo sarà la Procura di Bologna – si poteva salvare. “Trovo gravissimo che nessuno, della Regione o del Comune, abbia espresso una sola parola di vicinanza o solidarietà nei confronti della mia famiglia per la morte di Michele” ha dichiarato Merlo, commosso e palesemente sul punto di scoppiare a piangere da un momento all’altro. “Per me è stato come un taglio in faccia. La verità sulla morte di mio figlio la sapremo tra sessanta giorni, all’esito dell’autopsia”.
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Ha poi concluso amaramente: “Intanto Michele non c’è più. Nessuno me lo restituirà”. Dolore che si aggiunge al dolore, dunque, per una famiglia già duramente colpita dalla sorte.